Raganella blu affetta da axiantismo, una mutazione genetica che ne condiziona il colore della pelle, nei pressi dei laghi di Revine © Giuseppe Trinca
Una Hyla Intermedia, una delle specie di raganelle più diffuse in Italia, nella sua colorazione più frequente © Benny Trapp, wikicommons
La colorazione blu per le raganelle è molto rara, si stima in un esemplare su mille © Giuseppe Trinca
Uno scorcio dei laghi di Revine, dove è stata avvistata la raganella affetta da axiantismo © revine.lago, IG
Raganella blu affetta da axiantismo, una mutazione genetica che ne condiziona il colore della pelle, nei pressi dei laghi di Revine © Giuseppe Trinca
Nei pressi dei laghi di Revine, in uno degli ambienti umidi più preziosi della provincia di Treviso, è stato fotografato un rarissimo esemplare di raganella blu. Una colorazione insolita per la specie dovuta, con molta probabilità, a un caso di axantismo, un’anomalia cromatica della pelle legata all’assenza del pigmento cutaneo giallo. In colore verde di molte rane, raganelle o rospi, infatti, nasce dall’interazione tra il blu riflesso da alcune cellule e i pigmenti gialli di altre. Ma, negli esemplari in cui questi ultimi mancano, il colore vira appunto sul blu.
Imbattersi in un esemplare di questo genere, ad ogni modo, è estremamente complicato. Nel 2025, i casi di axantismo registrati su iNaturalist, una banca dati per naturalisti, erano circa 300 in tutto il mondo. Le osservazioni riguardavano 36 specie diverse tra rane, raganelle e rospi distribuite in 33 paesi che coprono tutti e sei i continenti. Numeri che rendono bene l’idea di quanto questa anomalia sia poco frequente in natura e del valore eccezionale del ritrovamento.
Origini e diffusione dell’axantismo
Le ragioni di questa variazione, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono solo genetiche: “Possono influire anche stress termici, quindi il passaggio da temperature molto calde a temperature fredde o viceversa, determinate caratteristiche ambientali come l’inquinamento o una variazione nell’alimentazione che, in casi specifici, può comportare una carenza di pigmenti gialli nella dieta dell’esemplare. La mutazione genetica è solo una delle possibilità”, afferma Laura Nuti, tecnico naturalista.
"La mutazione genetica è solo una delle possibilità”. Laura Nuti
L’individuazione di questo esemplare nell’area di Treviso, inoltre, segna un’importante prima volta per quest’area geografica. Sulla base delle informazioni disponibili su iNaturalist, infatti, un avvistamento di questo tipo non si era mai verificato in provincia di Treviso. Le osservazioni di raganelle blu in altre parti d’Europa e in nazioni relativamente vicine come Bosnia Erzegovina e Slovacchia, però, rendono plausibile un avvistamento anche nel nord Italia, per quella che è senz’altro come una scoperta eccezionale.
Inoltre, non tutti gli esemplari affetti da axantismo tra rane, raganelle e rospi mostrano gli stessi effetti sul colore della pelle. Alcuni esemplari come, ad esempio, quello avvistato ai laghi di Redine sono completamente blu. Altri, invece, possono esserlo solo parzialmente o avere un colore che, pur non essendo blu, vira su tonalità particolarmente scure di grigio. Altri, infine, possono essere caratterizzati da un colore atipico della pelle e da occhi particolarmente scuri.
A partire dalle foto disponibili, però, non è possibile addentrarsi eccessivamente nella tassonomia dell’esemplare individuato a Revine Lago: “Quello che possiamo fare è mantenerci sul genere Hyla. Alcuni elementi, però, sembrano condurre alla specie Intermedia, una delle specie presenti nella zona del ritrovamento”, prosegue Laura Nuti.
Un segno tangibile di biodiversità
L’esemplare è stato individuato e fotografato da Giuseppe Trinca, socio dell’associazione Vallata Sana, che si occupa di tutelare la biodiversità dei laghi di Revine: “Riteniamo molto interessante che una raganella così rara sia stata trovata a pochi passi da dove sono in programma alcuni progetti nei laghi di Revine come, ad esempio, una grande piattaforma galleggiante. Per noi è estremamente importante tutelare la biodiversità dei laghi, e questo ritrovamento è un motivo in più per conservare laghi unici nel loro genere nell’intera provincia di Treviso, essendo laghi naturali”, affermano dall’ente.
"Questo ritrovamento è un motivo in più per conservare laghi unici nel loro genere nell’intera provincia di Treviso, essendo laghi naturali”. Vallata Sana
Gli anfibi, infatti, sono dei bioindicatori molto sensibili dello stato degli ecosistemi: “Monitorarli permette di ottenere un segnale precoce di degrado ambientale, e il loro declino globale è uno degli indicatori più evidenti della crisi della biodiversità”, conclude Laura Nuti.