Nepal, ritrovati i corpi di 5 alpinisti: tra di loro forse due italiani

Si tratta di Marco Di Marcello e Markus Kirchler, che erano stati travolti da una valanga il 5 novembre scorso. Manca ancora la conferma ufficiale, operazioni rese difficoltose dasl maltempo
Un'immagine dalle ricerche sullo Yalung Ri

 

Il condizionale è d'obbligo al momento, ma le possibilità sono concrete: potrebbero essere stati ritrovati i cinque alpinisti dispersi in Nepal dal 3 novembre 2025, sullo Yalung Ri. Tra questi anche due italiani: Marco Di Marcello, 37enne, biologo e alpinista originario di Villa Zaccheo di Castellalto (Teramo) e Markus Kirchler, 29enne originario di San Genesio, in Alto Adige.

 

La notizia del ritrovamento arriva dopo mesi di ricerche e dopo il progressivo scioglimento della neve provocato dalla stagione dei monsoni. Le squadre di soccorso hanno individuato almeno atri tre corpi sul versante della montagna, ma non sono ancora disponibili conferme ufficiali sull’identità delle vittime. Le operazioni di recupero, inoltre, procedono con grande difficoltà a causa delle condizioni meteorologiche, in particolare per la presenza di nuvole basse che impediscono agli elicotteri di avere la necessaria operatività.

Le speranze dei familiari

Secondo il quotidiano Il Centro, una prima identificazione a distanza sarebbe stata già fatta da parte della famiglia di Di Marcello, dopo avere ricevuto alcune fotografie dai soccorritori, grazie alle quali è stato possibile identificarere alcuni dettagli dell'abbigliamento fondamentali per il riconoscimento. Attesa anche da parte di Stefan e Manuela, i genitori di Kirchler e della sorella Verena. Secondo l'Ansa, alcuni familiari di Di Marcello sarebbero già in viaggio verso il Nepal.

La valanga

Il gruppo era stato travolto da una valanga il 3 novembre 2025, ai 5.630 metri di quota Yalung Ri, nella zona del Rolwaling, in Nepal. Insieme ai due italiani si trovavano anche il tedesco Jakob Schreiber e le guide nepalesi Mere Karki e Padang Tamang. Le ricerche erano proseguite per giorni, ma le condizioni della neve avevano reso estremamente difficile individuare gli alpinisti.

 

Pochi giorni dopo la tragedia era stato recuperato il corpo del fotografo Paolo Cocco. Le ricerche degli altri dispersi erano state prima interrotte a causa del maltempo e successivamente sospese.