Alpi Bernesi: prima libera de 'La caduta dei giganti' per Schüpbach e Kostner

L'alpinisto svizzero ha liberato la via tracciata nel 2025 sulla nord del Gross Wellhorn insieme a Marco Malinowski e Filippo Sala. 600 metri di sviluppo, difficoltà fino a 8a. “È tosta, come la montagna su cui si trova"

 

Il mese scorso, dal 23 al 25 settembre, Silvan Schüpbach e Janluca Kostner hanno liberato Untergang der Titanen, una via aperta dall'alpinista svizzero sulla parete nord del Gross Wellhorn (3.191 metri), nell’Oberland bernese. La linea, di 600 metri e con difficoltà estreme fino all'8a, era stata tracciata dallo stesso Schüpbach l'anno precedente, insieme a Benjamin Bosshard, Marco Malinowski e Filippo Sala.

Dove nessuno era passato

L'itinerario era stato tracciato su una parete remota ed estremamente ingaggiosa. Untergang der Titanen, ovvero La caduta dei giganti è composta da ben 20 tiri e si snoda su un terreno estremamente impegnativo, anche se la roccia è stata giudicata di qualità addirittura eccellente. Per proteggersi, Schüpbach e compagni hanno scelto di puntare sulle protezioni tradizionali, ma di utilizzare spit dove necessario. 

 

Il lungo avvicinamento aggiunge ulteriore impegno e porta questa nuova via verso l'alpinismo classico, piuttosto che sul versante sportivo. "La via è tosta, come la parete su cui si trova, il Gross Wellhorn. Sono 600 metri fino all'8a, il che richiede una resistenza eccezionale durante l'intera salita. Ciò che ha reso la sfida ancora più emozionante è stato l'avvicinamento di tre ore e le condizioni invernali che abbiamo dovuto affrontare. Le due notti trascorse bivaccando nel cuore di questa montagna hanno rappresentato una bella ricompensa per il rischio corso".

 

“La via è tosta, come la montagna su cui si trova, il Gross Wellhorn”.  Silvan Schüpbach

Un lavoro quasi concluso

Missione compiuta, o quasi, perché al di là del fascino della notte spesa in parete, Schüpbach lascia aperta una porta a chi vorrà cimentarsi con la libera in giornata. La via presenta difficoltà molto omogenee, la chiodatura non è certo da pivellini e le cordate che la vorranno provare si troveranno sicuramente di fronte a una sfida molto impegnativa. 

 

Per quanto riguarda il nome, nessuna allusione alla "conquista" di una nuova parete. Il riferimento si divide tra la citazione letteraria di un romanzo di Ken Follett, primo capitolo della Trilogia del secolo, ambientato nel periodo storico della prima guerra mondiale e un accenno alla situazione climatica attuale, con l'evidenza dello scioglimento dei ghiacciai, ormai sotto gli occhi di tutti.